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Posts Tagged ‘creatività’

namingDiciamo la verità, è la grande sfida del copy. Spesso ci si blocca perché sembra di avere di fronte un campo talmente ampio di possibilità, da non sapere da che parte iniziare. Il mio consiglio è proprio questo: porsi le domande giuste per partire con il piede giusto.  

1. Qual è il mercato di riferimento?
Per prima cosa bisogna delineare i margini entro cui muoversi, in termini di settore merceologico e di area geografica. Un nome inglese, ad esempio, sarà più facilmente esportabile, così come una terminologia specifica sarà più identificativa del core business dell’azienda.

2. Qual è il target?
L’azienda rivolge il suo business ad un’altra azienda o al consumatore? E, nel caso si tratti di un consumatore, quali sono le sue caratteristiche (età, cultura, ecc…)? Parlare la stessa lingua del target permette di essere credibili, perché è ovviamente diverso rivolgersi al responsabile acquisti di una multinazionale o ad un ragazzo di 15 anni.

3. Quali sono le prospettive dell’azienda?
Spesso le aziende nascono con un campo d’azione più limitato rispetto a quello che vorranno raggiungere. Conoscere gli obiettivi futuri permetterà di creare un nome capace di rivelarsi più efficace a lungo termine.

4. Chi sono i competitor?
Questo passaggio è fondamentale. Serve innanzi tutto per creare un nome originale, ma anche per capire come si muovono le altre aziende. Molto probabilmente sarà lo stesso cliente a indicare i propri competitor principali, ma è bene non limitarsi a questo. Individuate le parole chiave che il target potrebbe utilizzare per cercare un’azienda come quella su cui state lavorando e analizzate tutti i risultati delle prime pagine. Poi segnatevi queste parole chiave, perché vi verranno utili quando scriverete i testi per il loro sito!

5. Quali sono i valori dell’azienda?
Oggi le aziende sono sempre di più portatrici di valori, che il target deve poter riconoscere rapidamente. Che si tratti di innovazione, di made in Italy, di tradizione o di economicità, l’importante è che il nome le esprima in modo più o meno esplicito.

6. Quale strategia di lancio è stata prevista?
Non sempre il cliente ha le idee chiare su questo punto, ma sarebbe importante capire quale investimento pubblicitario è previsto. Un nome totalmente inventato può avere successo se sostenuto da un’elevata frequenza di messaggi, altrimenti è preferibile una costruzione più immediatamente memorizzabile.

appunti_

 A questo punto prendete carta e penna.
Scrivete tutte le parole che vi vengono in mente, creandovi una vostra piccola (o grande) mappa semantica, con dei blocchi che individuano i concetti e i valori che volete esprimere.

Tenete sempre sotto mano un vocabolario, perché siamo sicuramente tutti ottimi conoscitori della nostra lingua, ma lo siamo soprattutto perché consultiamo spesso il vocabolario!
Appena avrete un nome, cercatelo subito su Google. Controllate che non esista già, ma verificate anche che tipologia di risultato genera il vostro nome come chiave di ricerca. Vi aiuterà a capire se si tratta di un nome ben contestualizzato nel proprio settore di appartenenza.
Infine, verificate che siano liberi i domini con le principali estensioni (almeno .it e .com). Rimandare questo controllo rischia solo di complicarvi la vita in un modo davvero evitabile.

Sono consigli di metodo, non creativi. Ma la creatività è difficile da spiegare e da schematizzare. E vi assicuro, credetemi, che il metodo è un aspetto da non sottovalutare.
Buon lavoro!

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