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Archive for the ‘Marketing e simili’ Category

Settimana scorsa Fiat ha conquistato le prime pagine dei giornali con la sua campagna di parking marketing. Prima a Melfi e Mirafiori e poi a Pomigliano, sono state impacchettate le auto straniere presenti nel parcheggio riservato ai dipendenti e, con un cuore rosso in bella vista, è stato applicato il messaggio: “Vederti con un’altra ci ha spezzato il cuore… Ma nonostante ciò continuiamo a pensare a te“.

Fiat Parking Marketing

L’iniziativa, decisamente plateale e scenografica, si è accompagnata ad una promozione molto vantaggiosa, con uno sconto del 26% sull’acquisto di una nuova auto Fiat. La naturale prosecuzione dell’operazione doveva essere la creazione di video virali da propagare in rete, sulle varie piattaforme sociali.

Fiat Parking Marketing

Polemiche sulla privacy a parte, è un’operazione secondo me ben costruita. Del resto, oggi l’engagement dei dipendenti è un obiettivo che le aziende inseguono con incredibile bramosia. E l’aspetto più interessante di questa campagna è proprio la volontà di coinvolgere il dipendente con un messaggio ironico, creando a tempo stesso un legame affettivo tra azienda e lavoratori. Il vecchio adagio “siamo tutti una grande famiglia” acquista toni nuovi, ma alla fine il discorso è sempre lo stesso.

Cosa non ha funzionato allora? Non è colpa dell’agenzia. L’idea era buona, la realizzazione ottima. Il problema, secondo me, è che per lanciare un’operazione del genere bisogna avere una coscienza quasi immacolata verso i propri dipendenti. In caso contrario, è troppo facile offrire il fianco agli attacchi, alle rivendicazioni, alla rivalsa di quei dipendenti che sono ben lontani dal volersi sentire coinvolti, perché sono già troppo arrabbiati, delusi, angosciati.

fiat-operai-impacchettati

Come dire, per conquistare l’oggetto del proprio amore si può anche organizzare una romantica serenata. Ma sortirà pochi effetti se fino a poco prima si sono pronunciate solo offese. Se non altro, l’oggetto di tale amore potrebbe sospettare un leggero sdoppiamento di personalità.

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Sono un’amante della fantascienza, da sempre. E da sempre questa passione implica un rapporto complicato con robot, androidi e intelligenze artificiali.
La possibile relazione tra intelligenza artificiale e sentimento (artificiale?) è sempre stato uno dei temi più discussi dalla letteratura e dalla cinematografia di genere. Ultimamente, sembra tornare di attualità anche in pubblicità.

Microsoft ha presentato al Super Bowl lo spot Empowering, che racconta come i robot possano regalare la possibilità di vivere una vita ricca di sentimenti. Non a caso, uno dei testimonial è il giocatore di football Steve Gleason.

Fa solo da comparsa nei primi frame del precedente video, ma iCub è un’eccellenza italiana, frutto del lavoro dell’Istituto Italiano di Tecnologia e presentato nel 2009 al Festival della Scienza di Genova.

icub

iCub è un robot che suscita sentimenti a chiunque ne segua le avventure: orgoglio, stupore, meraviglia, ottimismo e, per quanto incredibile, empatia.

E infine, il solito commercial (beh, non proprio solito, ma insomma…) in cui il prodotto promozionato riesce a comunicare emozioni persino al robot. In questo caso lo spot si intitola Pinocchio 2.08 e il prodotto è la nuova Peugeot 208.

Cosa c’è di nuovo sotto il sole? Forse che Microsoft si è stufata di lasciare a Apple il totale monopolio dell’emozione.

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Cosa vuoi ancora da me, Amazon? Non basta che io abbia ormai monopolizzato ogni conversazione tra amici, chiudendola sempre con un lapidario “guardiamo su Amazon”? Non basta che il portiere del mio ufficio riceva ormai rassegnato scatole Amazon per mio conto?

Io ero già innamorata di te quando mi hai offerto in promozione l’iscrizione al servizio Prime. E poi quando hai implementato le liste dei desideri (e sottolineo “le”) e l’estensione per Google Chrome che permette di aggiungere articoli da qualsiasi sito. E, tra l’altro, volevo dirti che mi hai rubato un’idea geniale che io ero stata troppo pigra per condividere con qualcuno, ma ti amo lo stesso. Che poi è un po’ come dire: “vabbé ma il taglio nella tela potevo farlo anch’io!”.

Ecco cosa mi racconti di nuovo. Ecco AmazonDash, che comunque per noi Italiani è ancora fantascienza, visto che non è ancora arrivato da noi il servizio AmazonFresh che ti permette di fare anche la spesa alimentare su Amazon.
Io comunque sto ancora aspettando i droni. La mia scrivania, per altro, è in fianco ad un’ampia finestra…

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Nottetempo arriva a Milano, in piazza Cordusio, un’originale installazione di Lego.

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Se potete, andate a vedere la ricostruzione in finto 3D dell’ingresso della metropolitana (finto nel senso che se vi mettete nel giusto punto di osservazione vedrete davvero una scala che scende!). E poi, proprio vicino, un inno alla creatività che di questi tempi, almeno personalmente, incoraggia e mette un po’ di buon umore!
Ecco, andate a curiosare. Ma non vi mettete a giocare con i mattoncini lasciati lì su un muretto, sono solo a scopo scenografico. Io e la mia migliore compagna di figuracce lo abbiamo fatto e siamo state aspramente redarguite.

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Si può ridicolizzare la pubblicità di genere e ottenere comunque il risultato, ma con più stile.

Dove non si smentisce e riesce sempre a fare la differenza. Per me, una grande conferma.

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Non solo per la realizzazione di questo blog non è stato maltrattato nessun account. Aggiungerei che gli account mi sono stranamente amici (uh, ma che mi dici? sei un creativo e vai d’accordo con quei cattivoni che portano sempre brutte notizie come scadenze improrogabili e fantasiosi feedback del cliente? sì, è così, facciamocene una ragione).

Tornando a noi, è merito di un account se è arrivata fino a me questa meravigliosa infografica, che sintetizza le diverse modalità di scrittura sui vari strumenti digitali. Geniale ed efficace.

Talmente geniale ed efficace che la terrò a portata di mano la prossima volta che mi verrà detto che quello che ho scritto per una DEM va già bene per una web page, per un invito, per un banner e magari anche per una veloce condivisione sui social.

Davvero non credete alla regola “uno stile per ogni strumento”? Facciamo un esperimento.
Esterno giorno, martedì. Oggi il postino dovrebbe recapitarvi la vostra rivista preferita, invece nulla. Anche questo martedì, nulla. Decidete di esprimere il vostro dissenso ai vostri sfuggenti (ma forse molto informati) vicini di casa.
A voi la scelta sui modi.
– Potreste scrivere un cartello da appendere all’ingresso del condominio.
– Potreste scrivere tanti biglietti e imbucarne uno in ogni cassetta della posta.
– Potreste scrivere una lettera ufficiale all’amministratore di condominio.
– Potreste scrivere dei volantini da esporre per tutto il quartiere.
– Potreste preparare uno striscione e chiedere al palazzo di fronte di esporlo.

Se volete, continuiamo. Se avete voglia, provate a pensare se scrivereste la stessa cosa in tutti questi strumenti. Se non ne avete voglia, fidatevi di me: la risposta è no.

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Sono rimasta un po’ indietro nei miei vari aggiornamenti e leggo oggi un’interessante notizia postata da Ninja Marketing sulla campagna Diesel “YUK Pre-Internet Experience”.
ImmagineIn breve, Diesel cavalca l’atmosfera revival dei suoi modelli YUK (presentati per la prima volta sul mercato nel 1993) lanciando una provocazione e invitando tutti a disconnettersi da Internet per tre giorni, come in una sorta di terapia di disintossicazione. Non entro nei dettagli, perché ha fatto meglio di me come sempre la redazione di Ninja Marketing.

Quello che mi ha fatto riflettere è il meccanismo dell’operazione. Chi aderisce all’iniziativa deve accedere al sito e cliccare “Go offline”, per fare in modo che compaia sul proprio profilo Facebook un messaggio che spiega l’assenza dell’utente.

Insomma, per uscire dai social bisogna condividere l’azione attraverso i social. Senza condivisione nulla sta succedendo. Se non lo dici a tutti, non esiste quello che stai facendo. Buffo, no?

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