Per un bilancio di fine anno sono in ritardo, me ne rendo conto. Ma questa non è una novità quindi arriviamo al dunque. In questi giorni, in cui il lavoro è ripreso a pieno ritmo (e anzi non si è mai veramente fermato) ho pensato alle cose che, professionalmente parlando, preferirei non portare con me nel 2012.
1. Apple Style
Nel corso del 2011, in un brief su due (ad essere ottimisti) mi è capitato di trovare più o meno esplicita la richiesta di realizzare una comunicazione essenziale, elegante, minimale. In una parola, in pieno stile Apple. Per inciso, con tutte le sue varianti: layout pulito come Apple, icone evocative come Apple, semplicità alla Apple, colori tenui come Apple, e via dicendo. Ecco, io vorrei solo dire che per avere uno stile Apple bisogna essere Apple. Se io mi vestissi come Audrey Hepburn, non diventerei Audrey Hepburn. Di questo sono assolutamente certa.

2. Effetto WOW
Anche in questo caso, si tratta di un tormentone del 2011, un modo con cui molti clienti hanno ritenuto di sintetizzare brillantemente il loro brief. Perché ad un certo punto, con naturalezza, dopo aver molto parlato di obiettivi, target, fatturati, posizionamenti e chi più ne ha più ne metta, finivano spesso per dire “bisogna che la gente dica wow”. Mi sento di precisare che questo non è un brief e che non fa capire assolutamente nulla di quel che c’è da fare. Tra l’altro, la gente normale non va in giro a dire “wow” di tutto quel che apprezza. Per fortuna.

3. Questione di regole
Per tutto l’anno siamo stati ammorbati da spot che giravano intorno allo stesso concetto: le regole. Da rispettare, da ignorare, ci hanno insegnato a dire sì o a dire no, quel che conta è avere il coraggio di dire di sì, quel che è difficile è riuscire a dire no. Già non si tratta di un concetto particolarmente originale al primo giro, insistere mi sembra davvero imbarazzante.

Buon anno e buona creatività a tutti!